Il “Generale” torna in battaglia

Ripercorriamo il restauro completo di una Renault 4 “special” effettuato dallo specialista romano Leonardo Mattia. Un restauro che voleva essere conservativo, invece ha richiesto interventi profondi e accurati per ripristinare e ottimizzare alcune parti critiche.

Ve la ricordate la “General Lee”, l’automobile utilizzata dai cugini Duke nella celebre serie TV “The Dukes of Hazzard” in onda nei primi anni Ottanta e nei successivi film? Al secolo, una Dodge Charger del 1969 con diverse particolarità: innanzitutto la colorazione arancione con la bandiera di guerra degli Stati Confederati d’America (cosiddetti “sudisti”) sul tetto, la scritta “General Lee” ai lati del tetto ed i numera 01 sulle portiere, “fintamente” saldate come nelle stock car della Nascar, gare molto popolari negli USA alle quali la “General Lee” si ispira, che costringeva i cugini Duke ad entrare e uscire dai finestrini. Tra le altre particolarità della Dodge “General Lee”, il roll bar a sei punti come sulle vere auto da corsa, il motore V8 426 Hemi invece dell’originale, i cerchi in lega American Racing “Vector” 8x15 e il clacson a trombe che intonava le prime note dell’inno “sudista”.

Bene, quali affinità ci possono essere tra la battagliera Dodge in questione e una tranquilla Renault 4? A prima vista, nessuna. Invece, come spiegheremo poco più avanti, nel suo piccolo anche la pacifica utilitaria francese può vantare diverse soluzioni tecniche d’avanguardia se pensiamo che la sua progettazione è partita nel 1956 e, soprattutto, tenendo presente che una delle voci che il progetto doveva assolutamente rispettare era quella dell’economicità, autentica “gabbia” per la fervida mente dei progettisti. Perciò, fatta questa importante premessa, non ci pare più così tanto azzardata la versione casereccia della “General Lee” approntata da due appassionati coniugi piemontesi, Michele e Damaride, evidentemente fan della nota serie TV, su base Renault 4. Anche perché i “nostri” tenendo famiglia, a differenza dei cugini Duke non potevano pensare solo a scorribande e fughe ma anche a viaggi con prole e bagagli.

LA 2 CV NEL… MIRINO

La storia della Renault 4 (confidenzialmente chiamata “R4”) inizia nel 1956, quando l’allora presidente della Régie Pierre Dreyfus diede il via al progetto 112: una vettura in grado di contrastare il successo commerciale della Citroen 2CV, sostituendo la 4CV e la vetusta Dauphinoise. La nuova piccola Renault doveva essere un’utilitaria ma anche un’auto pratica e funzionale, per il tempo libero e per il carico delle merci, semplice nella manutenzione, affidabile in qualsiasi condizione climatica e, come detto, avere un prezzo basso. Tanto che già in fase di progetto il tetto massimo di prezzo fu fissato in 350.000 franchi. Proprio per limitare i costi, l’ingegnere Guy Grosset reputò necessario adottare un telaio a pianale, mentre per garantire un elevato confort di marcia si optò per uno schema a ruote indipendenti con la soluzione delle barre di torsione invece delle molle.

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