Eva al volante: solo donne alla guida delle auto storiche!

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Dal 13 al 15 marzo il mondo delle vetture d’epoca si tingerà di rosa grazie all'evento ASI intitolato “Eva al volante”. Una manifestazione con sole donne alla guida, che quest’anno andranno alla scoperta della Toscana viaggiando sulle favolose strade tra Firenze e Siena.

Il programma offre un bel mix di piacere “on the road”, di cultura e di benessere. Da campo base: il Resort Borgo la Bagnaia, sulle colline senesi, gli equipaggi partiranno alla volta di Siena, Firenze e Greve in Chianti. Sono previste visite guidate nei centri storici delle città e al Museo Gucci. Per aggiungere un po’ di pepe ai trasferimenti in auto saranno allestite alcune prove di precisione cronometrica.

“Eva al volante” vuole celebrare lo stretto rapporto tra le donne e le automobili. Un amore che risale alle origini delle automobili stesse, grazie alle prime pioniere che si cimentarono alla guida negli ultimi anni del 1800 e all'inizio del 1900, e che si è via via consolidato nei decenni successivi grazie alle competizioni, nelle quali si sono espresse con successo molte intraprendenti e battagliere signore. Non si può ignorare, infine, l’aspetto più “glamour” e di costume che ha sempre unito i due mondi: anche l’automobile, infatti, ha sempre amato la donna, celebrandone “la grazia, la snellezza, la vivacità, la disinvolta levità nel superare ogni scabrezza”; come scrisse Gabriele D’Annunzio in un suo memorabile messaggio inviato il 18 febbraio 1920 al Senatore Giovanni Agnelli, dopo aver provato una Fiat 509 e aver quindi definito, per la prima volta, l’automobile al femminile.

Le pioniere italiane dell’automobile

La storia delle automobiliste italiane è ricca di figure quasi leggendarie. Ad esempio, la contessa veneziana Elsa Albrizzi, grande appassionata di fotografia e delle nuove tecnologie di fine ‘800. Fu la prima donna patentata d’Italia, organizzò raduni automobilistici nella sua residenza estiva di Este, ma soprattutto, nel 1899, fondò il Club Automobilisti Veneti diventandone la prima presidente e ideando una “Prova di resistenza per veicoli automobili, province venete”: una sorta di competizione ante litteram su un percorso di ben 172 km tra Padova, Vicenza, Thiene, Bassano e Treviso.

Altra appassionata d’alto bordo fu la Regina Margherita di Savoia Bresci che non si negò una vera e propria scuderia di automobili, adatte alle diverse occasioni e soprannominate una ad una: “Palombella” per i servizi ufficiali a Roma, “Stornello” per la dama di servizio, “Allodola” per i reali principi, “Alcione” per le brevi passeggiate, “Passero” per la real corte.

Dalle nobili si passa alle sportive e tra queste va citata la prima donna della Formula 1: è l’italianissima Maria Teresa De Filippis, che debuttò al Gran Premio del Belgio nel 1958 al volante della Maserati 250F. Nella stessa stagione affrontò altri tre GP a Monaco, in Portogallo e a Monza. Nel 1959 disputò solamente le qualifiche del Grand Prix di Monaco, per poi ritirarsi dalle competizioni in seguito alla morte dell’amico Jean Behra durante il Gran Premio di Germania. Altre due note pilotesse italiane sono state Ada Pace, Lella Lombardi (l’unica ad aver conquistato qualche punto iridato in Formula 1), Prisca Taruffi e Giovanna Amati.

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